Il grembiulino bianco


Make sense, Grounding, Prefigurazione

11 Set 2019

Sono le nostre scelte a definirci come persona. Ogni avventura richiede coraggio, ogni cambiamento rappresenta una sfida. Da bambini così come da adulti, i sogni ad occhi aperti tracciano le linee guida del nostro mondo, linee che verranno cancellate, ridisegnate a seconda dei nostri desideri e che nel tempo assomiglieranno sempre di più a noi stessi.

Storie di inizi, storie di parallelismi.

Il latte è fumante nella tazza ed i biscotti diventano presto mollicci. I titoli di coda del Tg fanno da colonna sonora in questo tiepido lunedì di settembre. Filippo vorrebbe guardare i cartoni animati, ma la mamma dice di no, gli farebbero perder tempo e poi addio scuolabus. “Non vorrai fare brutta figura con le maestre proprio oggi?”, chiede con tono affettuoso.

Il bimbo beve tutto d’un sorso i rimasugli nella tazza e corre a lavarsi i denti, come mamma ha insegnato lui. Un grembiulino bianco immacolato, perfettamente stirato, lo attende appeso ad una gruccia. Probabilmente fra quattro ore avrà tutt’altro colore, porterà i segni dell’alfabeto dipinto sui cartelloni da appendere alla parete.

Lo zaino è appollaiato sulla sedia, la famiglia al completo de “Gli incredibili” lo anima. Forse quest’oggi Filippo si sentirà un supereroe come loro.

La mamma lo aiuta ad allacciarsi le scarpe, intrecciando le emozioni insieme ai lacci: il primo giorno di scuola del suo bambino. Affidarlo al mondo, lasciarlo andare alla vita, assegnarlo alla cura di altre persone. Oggi sarà il giorno in cui Filippo sceglierà un compagno di banco, il bimbo che potrebbe diventare il suo migliore amico per la vita. Aprirà un quaderno e inizierà a tracciarlo d’inchiostro cancellabile. Tornerà a casa con la mano blu, mancino com’è. Inizierà a comporre la propria personalità in compensazione del o in competizione con il mondo che lo circonda.

Filippo, pensa la mamma, non aver paura. Da oggi inizi a tracciare il tuo futuro. Da oggi inizierai a fare piccole scelte che avranno piccole conseguenze. Da oggi tesserai i tuoi primi rapporti interpersonali. Da oggi la maestra ti assegnerà delle piccole, piccolissime responsabilità che a te sembreranno grandissime. Da oggi dovrai render conto a qualcuno dei compitini che ti sono stati assegnati. Quest’oggi porrai a terra il primo mattone della tua cattedrale di valori. Da oggi imparerai quando è giusto esprimersi e quando tacere, imparerai il valore di un’idea e del saperla trasmettere. Comprenderai in questi giorni il valore del sacrificio, della rinuncia… e della conquista. Oggi un compagno potrebbe farti un dispetto, domani un altro bimbo potrebbe essere generoso con te. Ogni volta che ti sembrerà di essere sulla strada sbagliata, ricorda: puoi sempre cambiare rotta. Se ti senti su quella giusta, percorrila anche quando sarà in salita, ti condurrà a mete straordinarie.

Trascinata da questi pensieri fino alla fermata del bus, la mamma lascia che il bimbo salga le scale del mezzo giallo e lo saluta con la mano mentre lo osserva scegliere il proprio posto fra i sedili arancioni.

Filippo arriva davanti il grande edificio quadrato. Attraversa il portone, quindi il corridoio, la bidella gli fa strada fra le classi. Filippo entra nella sua aula, si guarda attorno spaesato e di colpo un banco vicino la finestra sembra trasmettergli sicurezza. Lo raggiunge e si arrampica sulla sediolina. Tira fuori il quaderno dallo zaino, sfila via la Replay dall’astuccio e…

…annota “aggiornare gantt” sull’agenda. Filippo apre outlook: 23 mail. Il caffè fumante nella tazza di fianco al pc. La collega lo osserva dalla scrivania di fronte, ancora sorpresa dalla cartolina che lui le ha inviato durante le vacanze. Filippo apre sfoglia la Moleskine e cancella i primi quattro “to do” dall’elenco giornaliero. Quante responsabilità in questo nuovo progetto, potrebbe valergli una promozione. Che paura. Settembre è sempre un mese particolare: nuovi progetti in cantiere e un anno di lavoro davanti.

Ogni anno il primo giorno in ufficio è un po' come il primo giorno di scuola. Torniamo a sentirci come ci siamo sentiti la prima volta che indossammo il grembiulino bianco: incerti ed eccitati, timorosi e propositivi. Alle spalle le sicurezze di ciò che è stato e davanti agli occhi il fascino delle nuove sfide. Non importa se tornato a casa Filippo sfilerà il grembiule o la cravatta. Gli inizi hanno tutti lo stesso sapore.

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