Io penso positivo - I Parte.


Make sense, Orientamento alla soluzione, Pensiero Laterale, Premium Planner

31 Ago 2020

Io penso positivo. Come spostarsi dallo spazio problema allo spazio soluzione

Settembre è il “lunedì” dell’anno e in questi tempi di parole cupe, di pensieri orientati a rimanere nello stato problema, mi viene da fare una riflessione sul significato profondo del pensare positivo, del pensare al così detto: spazio benessere. E’ un dato di fatto che non solo i giovani facciano fatica a pensare e ad immaginarsi il futuro. Lavoro, situazione di emergenza globale, economia, politica, non aiutano a vedere con positività ciò che sarà.

Il pensare per problemi non aiuta nessuno né tantomeno chi vuole entrare nel mondo del lavoro o vuole costruirsi un piano di carriera. Focalizzarsi su ciò che non va e non funziona ci impedisce di vedere in noi risorse potenziali che sono già state utilizzate in altri momenti della nostra vita. Innanzitutto, cambiamo il nostro vocabolario:

Il passatoà il futuro

Ciò che è sbagliatoà ciò che funziona

Controlloà potere

Complicazionià semplicità

Non riusciamo a…à raggiungeremmo il successo se…

Il problema è…à la soluzione è…

Partiamo quindi da un punto di partenza diverso, lavoriamo al contrario, obblighiamo il nostro cervello a immaginarsi uno spazio dove il problema non esiste più, ma esiste invece uno spazio di infinite possibilità. L’idea che sta alla base di un approccio “Focus on Solution” è che le risorse e le conoscenze necessarie a formulare una soluzione sono già presenti dentro di noi. Occorre solo attivarle e facilitarne i meccanismi di comunicazione. Solo l’efficienza di questi ultimi, infatti, crea un clima di fiducia che rende possibile la combinazione delle risorse e può riattivare le sinergie necessarie all’elaborazione di nuove soluzioni. Lavorare in questo tipo di spazio ci permette di immaginare un futuro positivo, invece di scavare nel passato; ci aiuta a capire come risolvere i problemi invece di cercare di comprendere perché i problemi si sono sviluppati; ci supporta nell’individuazione delle soluzioni, invece di ostinarsi a misurare la portata dei problemi.

E come diceva Jovanotti: io penso positivo, perché son vivo!

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