L’arte della distrazione


Attenzione al dettaglio, Make sense, Movimento anticipatorio, Orientamento alla soluzione, Visione sistemica, Pensiero Laterale, Qualità della presenza

23 Mar 2020

In un momento in cui il tempo scorre in un modo tutto suo e ogni giorno chiusi in casa sembra uguale a quello precedente, distrarsi diventa fondamentale per andare più lontano con la mente e per essere più presenti una volta tornati dal viaggio.

Se anche voi state pensando di fare a pezzi il televisore perché non sapete più che serie tv guardare su Netflix o state cominciando a non uscire più dal frigo in quanto unico luogo confortevole di tutta la casa, tranquilli, noi stiamo facendo altrettanto. Nel tentativo di distrarvi e darvi nuovi spunti di riflessione che non siano i volti attoniti dei vostri inquilini, abbiamo pensato di redigere una lista di letture e film, rivisti con un occhio Premium. Che siano libri o film che avete già amato, oppure perfetti sconosciuti nel vostro panorama culturale, vi invitiamo a scoprirli prestando attenzione ad alcuni particolari.

Partendo dai libri, un grande classico che sicuramente vogliamo consigliare è Il nome della rosa di Umberto Eco. Ambientato nel 1327 in un monastero benedettino, questo romanzo vede susseguirsi morti sanguinose, tutte legate alla biblioteca del monastero. A svolgere il ruolo di investigatore, Guglielmo da Baskerville, che si dipanerà in questo mistero con perigliosa attenzione al dettaglio. Un altro grande classico, immancabile nelle nostre librerie, è Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. La lezione che la volpe impartisce al principe sul tempo dedicato alla sua rosa, che di fatto la rende importante, ci ricorda la qualità della presenza, imprescindibile a tutto ciò a cui si vuole prestare cura. Considerando poi il movimento anticipatorio, ci siamo soffermati sul tragico gesto della protagonista di Romeo e Giulietta di William Shakespeare, atto di risoluzione dei suoi affanni amorosi. Passando ad opere più recenti, Mr. Gwyn di Alessandro Baricco ci mostra come sia possibile dipingere un ritratto scrivendo della persona una storia ad hoc, attraverso un ingegnoso e creativo pensiero laterale. Infine, vi consigliamo un libro un po’ particolare per l’eccezionale visione sistemica con cui è stato scritto. Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton vi terrà avvinghiati alle sue pagine con una maestria e una piacevolezza rare.

Per quanto riguarda i film, è stato il discorso dell’avvocato de Il mistero Von Bulow ad ispirare e coinvolgere il team, nel momento in cui spiega le ragioni deontologiche che spingono a difendere un imputato al di là della possibilità della sua colpevolezza. Inoltre, chi non seguirebbe Russell Crowe nell’arena quando ne Il gladiatore motiva al gioco di squadra tutti i suoi compagni per sconfiggere il nemico? L’arte di far domande ci è stata ispirata da Alfie, ricordandoci che, possiamo essere i donnaioli più in gamba in circolazione, ma un semplice fioraio può metterci in difficoltà con il suo terzo grado per la scelta dei fiori giusti. Vogliamo poi ripensare al famoso e agghiacciante discorso di feedback di Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada? Nessuno di noi avrà più il coraggio di confondere l’azzurro con il ceruleo. Infine, vi proponiamo La leggenda di Bagger Vance, la storia di un golfista con un caddie molto speciale, che saprà fargli superare la paura della sconfitta, perché nonostante l’avversario sia più bravo di lui, è avere chiari i nostri obiettivi a fare la differenza e a permetterci di superare perfino noi stessi.

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